'Nel 2021 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito i valori al di sopra dei quali c’è evidenza di importanti conseguenze sulla salute, tali limiti sono stati parzialmente accolti a livello europeo con la direttiva sulla qualità dell’aria n.2024/288 ed entreranno in vigore nel 2030. La legge attuale che risale al 2010 prevede limiti superiori. Gli Stati nazionali hanno tempo due anni per recepire la Direttiva, ma è indispensabile agire oggi per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico e salvaguardare la salute delle persone. I cittadini di oggi devono avere gli stessi diritti dei cittadini del 2030 a respirare un’aria che non li faccia ammalare. L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) e l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile promosso da Clean Cities Campaign e Kyoto Club da gennaio 2025 hanno iniziato a esaminare mensilmente i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria gestite dalle ARPA/APPA che fanno parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e diffusi da queste stesse Agenzie, in 26 città italiane di 17 regioni. Sono considerate le medie giornaliere relative alle polveri sottili ed al biossido di azoto. Dai dati rilevati nel primo quadrimestre del 2025 per PM10 e PM2,5, appare che nel Comune di Modena i valori rilevati hanno già superato i limiti previsti dalla prossima normativa per l’intero anno' - continua Romizi.
'È utile precisare che i valori soglia non hanno alcun significato biologico perché sono documentati importanti effetti negativi per la salute anche sotto tali concentrazioni. Esiste una relazione di proporzionalità diretta fra livelli di inquinamento ed effetti negativi per la salute.



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