Questa volta a firmare sono anche dipendenti pubblici, lavoratori per i quali le pressioni a vaccinarsi si fanno sempre più stringenti. Ecco la lettera inviata al direttore Ausl alla quale si sono aggiunte oggi le 300 firme. Per ora l'Ausl non ha risposto.
'Egregio direttore, gli operatori sanitari e il personale scolastico firmatari offrono piena collaborazione all'Azienda avendo come primo obiettivo la salute dei nostri concittadini. Per alcuni di noi è stato imposto l'obbligo vaccinale, per altri un trattamento escludente in mancanza di vaccinazione. E' stato chiesto a noi tutti di assumerci la responsabilità della vaccinazione firmando un consenso informato. Allora prima di firmare chiediamo una risposta scritta da un medico qualificato dell'Azienda che chiarisca alcuni punti fondamentali.
1. L'articolo 4 della legge 76 del 28 maggio 2021 giustifica l'obbligatorietà della vaccinazione al personale sanitario allo scopo di prevenire l'infezione Covid (ovvero di infettare ed essere infettato). confermate che con il vaccino proposto si può raggiungere questo risultato?
2. L'Aifa, in accordo con Pfizer e Moderna, solo nel dicembre 2023, a sperimentazione terminata, confermerà o meno l'efficacia e la sicurezza dei farmaci ad Rna messaggero. Siete in grado di garantire sin da ora efficacia e sicurezza?
Nonostante non si conoscano ancora gli effetti a distanza di questo farmaco genomico e si stiano ancora raccogliendo dati sugli effetti a breve termine, già fioccano le sospensioni e le discriminazioni. E' scientificamente provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il vaccinato può infettare il prossimo come il non vaccinato. E' oggettivo che il farmaco-vaccino è tutt'ora sperimentale. In mancanza di una risposta chiara considereremo illegittimo ogni provvedimento sospensivo e discriminatorio e di attiveremo per chiedere i danni materiali e morali'.



