A distanza di un mese anche l'Ausl di Modena replica alle questioni poste dal nostro giornale relativamente al personale amministrativo non vaccinato sospeso dal lavoro.
Ricordiamo che il caso era emerso dopo che un dipendente dell'Azienda Sanitaria di Modena del settore amministrativo, sospeso dal lavoro nell'aprile scorso per non avere completato il ciclo vaccinale, era stato riammesso alla propria occupazione in virtù di una sentenza del giudice del tribunale di Modena che aveva dato torto all'Ausl, annullando di fatto il provvedimento di sospensione. Una riammissione al lavoro che, lo ricordiamo, si lega al presupposto, previsto dalla normativa, che l'obbligo vaccinale del personale sanitario potrebbe non valere come tale nel caso di operatori che pur all'interno dell'azienda sanitaria (pubblica o privata che sia), svolgono mansioni non sanitarie e sostanzialmente non a contatto con i pazienti.
Le domande
Davanti a questa anomala situazione il 12 agosto avevamo posto alcune domande all'Ausl, ripresentadole poi due giorni fa all'Aou. Il direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera ieri ha risposto (qui) e oggi registriamo la risposta (pur parziale) dell'Ausl. Queste erano le domande:
1) Quanti sono gli operatori sanitari sospesi dal lavoro perché inottemperanti all'obbligo vaccinale e quanti di questi di questi 'amministrativi'?
2) Quanti ricorsi siano stati presentati contro provvedimenti di sospensione per inottemperanza all'obbligo vaccinale?
3) Si tratta del primo caso o meno di reintegro di lavoratore sospeso in ambito Ausl di Modena?
4) Alla luce del pronunciamento del giudice e del reintegro del lavoratore è intenzione dell'Ausl confermare la linea fino ad ora seguita (ovvero dell'applicazione dell'obbligo agli amministrativi operanti in strutture non comprese nell'elenco dell'art. 8 ter ecc) o modificare, e in quale direzione, l'applicazione stessa?
5) Risulta protocollata una lettera sostenuta da raccolta firme di operatori della sede di via San Giovanni del Cantone contenente giudizi sul ricorso presentato dal dipendente sospeso?
La risposta
Oggi l'Ausl replica partendo dalla notizia, data da La Pressa, del rinnovo dell'affidamento trimestrale alla Novamedica di Bologna che già fornisce professionisti in servizio nella rete ospedaliera provinciale di Modena.
'La rete dell’emergenza-urgenza e dei Pronti Soccorso è tra i servizi più colpiti dalla problematica della carenza di personale, che interessa numerosi contesti aziendali sia in provincia di Modena che nel resto del Paese.
'L’importo della gara è stato determinato prendendo come parametro le necessità di personale dei due Pronti Soccorso che maggiormente risentono della carenza di organico, Carpi e Mirandola.
'In merito alla richiesta sul numero di medici sospesi si precisa quanto segue - aggiunge poi l'Ausl -. Sono 33 i professionisti Ausl che a oggi risultano sospesi per mancato adempimento all’obbligo vaccinale. Sono stati invece reintegrati 39 dipendenti, di cui 34 con ruolo sanitario. Di questi 34, 3 non sono rientrati in Ausl perché trasferitisi o pensionati'.
Nella foto Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda Usl di Modena


