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'Petizione Pedemontana, la Regione Emilia Romagna sottosviluppata?'

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La UE ci comunica che il trasporto su gomma, le strade in sintesi, non vengono  finanziate se non per riequilibrare regioni in via di sviluppo


'Petizione Pedemontana, la Regione Emilia Romagna sottosviluppata?'

L’Europa, ufficio petizioni, dopo aver accolto la petizione riguardante la Pedemontana, tratto di Castelvetro, e dopo averla inviata al Parlamento Europeo, interviene nel merito delle richieste mosse dall'ex consigliere di Castelvetro Roberto Monfredini. Ed ecco la risposta con le deduzioni di Monfredini stesso.

Petizione n. 0873/2018, presentata da Roberto Monfredini, cittadino italiano, corredata di tre firme, sulla realizzazione della strada provinciale denominata Pedemontana in provincia di Modena, Emilia Romagna

 L’Europa  informa che la nostra petizione riguardante la Pedemontana, sp 569/467 è stata oggetto di studio approfondito, e lo comprendiamo dalla sintesi, dalla analisi delle Commissioni e dal fatto che hanno inserito delle voci non presenti nella petizione, soprattutto i costi. Apprendiamo stupiti dalla informativa che prelude al dibattito del 5 Settembre 2019, in particolare:

È obiettivo strategico dell'Unione dimezzare entro il 2020 il numero di vittime della strada rispetto al 2010 e avvicinarsi all'azzeramento degli incidenti mortali entro il 2050 (obiettivo 'zero vittime'). Per questo l'UE lavora a stretto contatto con le autorità degli Stati membri al fine di garantire la sicurezza stradale, mira a consolidare le iniziative nazionali attraverso la fissazione di obiettivi e l'esame di tutti i fattori che rivestono un ruolo importante negli incidenti (infrastrutture, sicurezza del veicolo, comportamento dei conducenti, risposta dei servizi di emergenza).

La risposta in questo ambito è semplice ed efficace, ma dai dati in nostro possesso, dati ISTAT e regione ER, non stiamo andando in quella direzione, ma nella direzione opposta con un aumento medio dei sinistri /anno del 3%, (23500 feriti/anno, 378 morti, 85 morti per milione abitanti, davanti abbiamo solo la Bulgaria).

   

Le strade che soffrono per la sicurezza dalle tabelle regionali  sono le C e le statali, sempre C, in merito alla sicurezza stradale la richiesta formulata alla Provincia di Modena in seguito alla CDS Pedemontana nel 2018, osservazioni, verteva proprio sul pieno recepimento del dlgs 35/2011, e la VISS, valutazione sicurezza stradale, dato che l’asse in oggetto, la Pedemontana è C, maggior rischio, ci fu risposto:

b) Il D.Lgs 35/2011 si applica alla rete dei cosiddetti Corridoi Transeuropei TEN (vedi art. 1.4.1 del citato D.Lgs) che non riguarda nessun tipo di viabilità di rango provinciale. Per quest’ultima il citato decreto costituisce principio al quale le Province si possono ispirare per dettare proprie direttive da adottarsi entro il 31/12/20.

In una situazione tragica come quella in RER , quella della Pedemontana che è una vergogna sotto gli occhi di tutti, ci si sarebbe aspettato un principio precauzionale allarmato e preoccupato, ed invece la Provincia si attiene alla data massima di entrata in vigore della normativa, 31 Dicembre 2020, ritenendo… si possono e non… si devono, ma dato che è un dlgs recepito dall’Italia nel 2011, l’obbligatorietà del recepimento parrebbe evidente , ma anche senza questa i soli dati dei sinistri che ogni anno la Prefettura ci fornisce, dovrebbero al “buon” amministratore, a mio avviso, far propendere per un immediato recepimento ed adeguamento alle direttive.

Ma la UE si addentra invece in un ambito che dalla petizione non era stato affrontato, il finanziamento, ed afferma:

 Riguardo al finanziamento delle misure di sicurezza stradale a carico del bilancio dell'UE, l'Accordo di partenariato con l'Italia per il periodo di programmazione 2014-2020 non prevede finanziamenti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la costruzione o la manutenzione stradali nelle regioni più sviluppate. Pertanto, il programma operativo per l'Emilia Romagna non contempla alcuna misura relativa alle infrastrutture stradali.

A memoria, ma potrei errare, nell’incontro in Regione con l’Assessore Donini (2017), si ventilò una ipotetica possibilità di finanziamento UE per realizzare l’ultimo tratto della pedemontana, 1,5 km, con un finanziamento che ricordo FESR ma potrebbe anche essere FSC, da utilizzare entro il 2020 pena la perdita del diritto. Stessa cosa avvenne in consiglio comunale con il sindaco Franceschini, l’ipotetica acquisizione di fondi Europei.

Nell'asse prioritario 4, gli investimenti sono previsti solamente per le infrastrutture e la promozione di trasporti urbani puliti, e i sistemi di trasporto intelligenti (inclusi l'introduzione della gestione della domanda, sistemi di pedaggio, monitoraggio informatico, sistemi di informazione e controllo) volti a promuovere la mobilità sostenibile nelle aree urbane attraverso l'introduzione di sistemi di trasporto intelligenti, l'ampliamento della flotta di autobus e filobus con mezzi rispettosi dell'ambiente e l'aumento del numero di piste ciclabili e zone a traffico limitato.

La UE ci comunica che il trasporto su gomma, le strade in sintesi, non vengono  finanziate se non per riequilibrare regioni in via di sviluppo, che non parrebbe essere il caso della pedemontana o della RER, siamo a 2 km della Ferrari, a fianco del maggior polo ceramico d’Europa, e nel maggior centro lavorazioni carni d’Europa, riassumendo con i dati del  tavolo Inquinanti della RER, 2012, 1300 AIA, di cui 120 pericolose in regione, ma soprattutto tra le Provincie di Modena e Reggio, e le città maggiormente inquinate d’Europa, ( SIN Sassuolo Scandiano) non pare che la terra non sia stata sfruttata.

I finanziamenti, come si legge dalla risposta UE avvengono solo ed esclusivamente per quelle tipologie di mobilità sostenibile che sono rappresentate dall’elenco che fornisce la Commissione, volte certamente a migliorare la qualità della vita riducendo l’inquinamento della “camera a gas” Pianura Padana. In merito al finanziamento della pedemontana Luca Gozzoli, capo Gabinetto della Provincia, nel 2018 così ci informò:

il tratto di Pedemontana che collega la SP17 con la via Montanara in prossimità della SUINCOM è stato finanziato lo scorso anno nell’ambito dei fondi FSC ed è attualmente in fase di progettazione, con l’obiettivo di appaltarlo entro il 2020;

Ma la UE sul sito istituzionale in merito agli  FSC invece li definisce:

lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali in attuazione dell’articolo 119, comma 5, della Costituzione italiana e dell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea... All’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese… L’articolo 61 della legge n. 289/2002 stabilisce che il FSC debba essere ripartito con apposite delibere del CIPE, sottoposte al controllo preventivo della Corte dei conti.

Sempre la UE sul sito in merito agli FESR invece afferma:

Il FESR mira a consolidare la coesione economica e sociale dell'Unione europea correggendo gli squilibri fra le regioni

Sia in un senso che nell’altro si comprende che probabilmente si sta cercando di realizzare l’ultimo tratto di 1,5 km con fondi che dovrebbero essere destinati alle aree più disagiate dell’italia, oppure l’altra ipotesi è che siamo diventati area sottosviluppata. Non torna invece la delibera del CIPE e il controllo preventivo della Corte dei Conti che non abbiamo visto nella CDS e negli atti, ma probabile sia avvenuta successivamente (vedremo).

Per concludere, stiamo realizzando strade quando l’Europa ci dice utilizzate la mobilità alternativa, basta asfalto se non nelle zone depresse, chiediamo finanziamenti alla UE per fare strade, le realizziamo di tipo C, quando l’idea iniziale era B (maggior sicurezza) stiamo aumentando i morti, quando gli altri paesi li stanno diminuendo, (soprattutto utenti deboli) innestiamo su assi C (penultimo tratto pedemontana), assi A, (bretella Campogalliano Sassuolo) a lato di 15 km di fiume in Oasi e area alluvionale sui pozzi acquiferi.

Conclusioni
La Commissione consiglia al firmatario di rivolgersi direttamente alle autorità italiane responsabili della sicurezza stradale e di informarle delle sue osservazioni e dei suoi risultati. La petizione riguarda investimenti che non sono contemplati dall'accordo di partenariato e dal pertinente programma per il finanziamento a titolo del FESR nella regione in questione.

Inoltreremo la petizione al Governo Italiano, (anche se il Governo attuale è indefinito), accogliendo il suggerimento della UE, ma quello che traspare da queste 2 pagine di Bruxelles è una idea di mondo completamente diversa da quella che ci viene rappresentata nei nostri territori, e mai avrei immaginato di vedere rappresentato il nostro territorio come sottosviluppato, (per avere i FAS o FESR) ma occorre sempre avere una buona dose di ironia e sarcasmo altrimenti ci si deprime.

Roberto Monfredini - ISDE, Medicina democratica



Redazione La Pressa
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