E' un passo falso grossolano quanto grave quello compiuto dall'Amministrazione Comunale di Modena guidata da Giancarlo Muzzarelli, diffondendo, venerdì scorso, un comunicato stampa in risposta alle riserve espresse dalla cordata con a capo l'imprenditore Gianni Gibellini sul contenuto del bando da quattro paginette da cui uscirà il raggruppamento che prenderà in mano il Modena FC dopo il fallimento. È un passo falso che costerà caro. Vediamo perché.
Quel testo, denso di toni e passaggi aggressivi, preparato con ogni probabilità dal primo cittadino - lo stile rozzo è quello che abbiamo imparato a riconoscere in questi quattro anni - e fatto firmare dal fido Giulio Guerzoni, mette innanzitutto a nudo un grande nervosismo da parte del sindaco di Modena. Accade ogni volta che Muzzarelli deve difendersi da reali o potenziali attacchi al fortino, come quando viene messa in discussione la sua anacronistica idea di sviluppo della città a base di mattone e supermercati. Ma Muzzarelli perde le staffe e comincia a menare fendenti verbali, come è accaduto con quella nota stampa, soprattutto quando deve tenere duro su scelte che contemplano gli amici del sistema.
Di fronte alle critiche, legittime, espresse dal gruppo di imprenditori che intende guidare il Modena Calcio nei prossimi anni, in merito alle modalità con cui è stato costruito il bando comunale, qualsiasi amministratore guidato da equilibrio sarebbe giunto alla conclusione di sorvolare.
O semplicemente di diffondere le prime tre righe della nota stampa messa a punto dall'amministrazione di Modena: “L’indagine conoscitiva avviata dal Comune di Modena per verificare l’esistenza, la solidità e la sostenibilità di progetti calcistici capaci di cogliere già dalla prossima stagione, ma per almeno un triennio, l’eredità sportiva del Modena Fc è un atto trasparente, legittimo e indiscutibilmente corretto dal punto di vista giuridico”. Invece no, Muzzarelli ha voluto andare oltre, sferrando un cazzotto in faccia a chi ha messo sul piatto, di tasca propria, 16 milioni di euro e si candidare a proseguire la storia del Modena Calcio.Possiamo bene immaginare i motivi che hanno indotto il primo cittadino ad utilizzare parole di inusitata veemenza: il timore, come ha già ben argomentato il direttore de La Pressa Giuseppe Leonelli, che il Modena finisca nella mani di una cordata fuori dal sistema e in parte non amica dello stesso. “La rinascita del Modena calcio è una cosa seria e la città non ha bisogno di comizi da campagna elettorale” [...] “rimandiamo al mittente qualunque illazione o ipotesi di complottismo che riguardino l'azione del sindaco o della giunta” [...] “chiunque sia a rilanciare il Modena Fc, si deve occupare di sport, non di campagne elettorali”.
Muzzarelli e Guerzoni si sono così messi in buca da soli, tradendo pubblicamente, come non era mai accaduto a bando in corso, un principio costituzionale che dovrebbero conoscere: l'articolo 97 della Costituzione fissa infatti l'imparzialità tra i valori imprescindibili a cui deve essere ispirata l'azione della Pubblica amministrazione. Muzzarelli e Guerzoni, con quelle frasi, hanno già tradito la Costituzione. Ragione per cui, anche laddove il bando verrà assegnato, come è largamente previsto, alla cordata amica del sistema, sulla questione sarà probabilmente avanzato un esposto all'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Ad Anac spetterà entrare nel merito del percorso messo in pista da Muzzarelli attraverso l'avviso pubblico, ma in particolare di valutare la dubbia imparzialità di cui sono intrise le parole del comunicato stampa e
Eli Gold

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