Si inizia a settembre, con il voto favorevole - e le pompose dichiarazioni pro-Mezzetti - alla cancellazione del bando per la riqualificazione di aree cittadine, opera dell'ex sindaco Muzzarelli. Per Negrini “non è stata fatta alcuna fatica a votare un cambio di passo” della giunta Mezzetti rispetto alla precedente. Riguardo a 19 progetti per i quali la Rossini aveva denunciato “le forzature e l’assoluta mancanza di partecipazione”.
In questi giorni lo schema s’è ripetuto: Negrini e la Rossini, in un comunicato congiunto, a incensare il sindaco Mezzetti. “La notizia della revisione del sistema di raccolta differenziata non può che vederci soddisfatti. Abbiamo molto apprezzato la presenza del sindaco in commissione” dicono i meloniani. Opposizione responsabile? O c’è altro, parte di una strategia? Poco conta. Quello che conta è l’impatto sui cittadini di questi comunicati. Che non può che essere negativo, politicamente parlando.
Perché se non altro alle comunali del 2019, con la Lega egemone, Modena era andata quasi al ballottaggio. Il candidato Negrini, dopo 5 anni di opposizione della Rossini, ha invece preso un distacco di 35 punti da Mezzetti. E in questo momento quello che Negrini e la Rossini stanno comunicando agli elettori, è che hanno fatto benissimo a votare Mezzetti. Perché Mezzetti è quello che fa le cose giuste, quelle che avrebbero fatto anche loro. Quello diverso da Muzzarelli. Non serve che lo dica Mezzetti, lo dicono Negrini e la Rossini. E il PD e gli elettori ringraziano.
Il principio è lo stesso che ha portato gli alluvionati a votare PD: alla fine risulta più credibile che sia il PD a fare le cose – se giuste – suggerite dall’avversario che l’avversario stesso. Specie se l’avversario ha dimostrato di non essere credibile.
Il bello è che, in realtà, non crediamo ci possano essere grandi stravolgimenti sull’operato della giunta Muzzarelli da parte di Mezzetti: ci sono troppi interessi in ballo.
Magath

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