In casa PD invece s’è dato corpo al grande reset. E dopo le dimissioni di Stefano Reggianini, in carica per poco più di un mese, è già iniziato il toto-segretario. Le prime indiscrezioni parlano di una svolta epocale: una scelta travolgente, che possa fare dimenticare al più presto quanto accaduto, mettendo a tacere le polemiche sui parrucconi e sul potere che si autoalimenta. Sfruttando al massimo il grave colpo subito dai maggiorenti tutti: Muzzarelli, Vaccari, Guerra, Rando. Oggi deboli più che mai.
Per questo si parla di un ticket di due giovani promesse delle due aree della provincia: la pavullese Susan Baraccani, giovanissima consigliere comunale che ha sfiorato il clamoroso risultato alle recenti regionali, risultando prima dei non eletti. E Angelo Bruno (nella foto), quasi altrettanto giovane ma esperto vicesindaco di Soliera. Erede della dinastia Baruffi/Solomita, che da Soliera ha già scalato le vette del PD provinciale.
I due giovanissimi potrebbero costituire la vera novità capace di dare, anzi meglio di ridare immagine e appeal a un partito che oggettivamente oggi è al minimo storico nei sondaggi. Con i due comuni più grandi, Modena e Carpi, amministrati - magari non benissimo ma molto meglio di prima - da sindaci non-PD.
Secondo diversi dirigenti PD sentiti in queste intense giornate, Baraccani e Bruno potrebbero avere, oltre a Righi e Mezzetti, una bella cintura di dirigenti e amministratori nuovi a sostenerli in direzione. Non appartenendo alle vecchie e stantie correnti non avrebbero nemici interni, ma solo amici pronti a collaborare.
Difficile dire in questo momento se l'operazione, che comunque ha già un congruo numero di sponsor, potrà davvero andare in porto. Certo è che il PD non potrà arrivare alla festa de l’Unità senza aver chiuso in modo estremamente credibile e con una netta discontinuità la partita del segretario.
Magath

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