Leggo un comunicato del Comune ed alcuni servizi dei media locali e mi pongo una domanda. C’è necessità di maggiore Edilizia Residenziale Sociale ERS a Modena come in altre città Italiane? Si certo, rifletto. Soprattutto, c’è la necessità di edifici di edilizia residenziale sociale belli e costruiti con materiali di ottima qualità, in aree dove è piacevole e facile vivere e muoversi, non favorenti la ghettizzazione. Alloggi a beneficio di tutte le fasce e di tutte le categorie della popolazione più bisognosa e che vanta i previsti diritti di Legge e sociali.
“Pensando ai più giovani” o “Pensiamo ai più giovani” sono le frasi di inizio attribuite ai governanti. Annunci ammiccanti a parte, gli alloggi per i giovani (under 30) saranno 15 pertanto la metà. I servizi citati spiegano l’attuazione a Modena del piano per la costruzione di trenta alloggi ERS in Strada Nazionale Canaletto Sud nell’area dell’ex Consorzio Agrario, fra l’insediamento R-Nord e quello prossimo di Esselunga. Siamo nel mezzo del Rione Sacca. Non sarà questo il caso, ma l’uso ripetuto del vocabolo “giovani” da parte dei politici, in ogni occasione, pare a molti essere uno slogan elettorale, seppur giustificato allo scopo. È anche un’ esigenza reale, non c’è dubbio, ma come è quella di altre fasce di età allo stesso tempo. Se è giustificabile alle forze politiche l’ammiccamento verso la categoria “giovani”, lo è meno per chi governa che, per il dovere di non essere di parte, è doverosamente chiamato ad operare, per l’oggi e per il domani, ovviamente per il bene di tutti. Dovrebbe anche ricordarsi del senso più ampio dell’ultimo vocabolo dell’acronimo ERS che è “Sociale”.
Il significato esteso di PINQUA, PIano Nazionale sulla QUAlità dell’Abitare, dovrebbe portare gli edificatori a scegliere i materiali di prima scelta pertanto di qualità elevata. Questi, in grado di garantire lunga durata strutturale interna ed esterna agli edifici. Progetti intesi anche ad offrire bellezza. È risaputo che questa aiuti a far vivere meglio gli alloggiati fino ad abituarli a comportamenti similari in bellezza e dunque di rispetto. Colui che decide e usa soldi pubblici per questi scopi abitativi, dovrebbe operare un costante, severo e attento impegno inteso a verificare che le scelte operative conseguenti, risultino, nei fatti, essere anche coerenti alla “qualità” appunto indicata e perciò richiesta nel PINQUA.
Non sembrerebbe sempre così. Infatti, se si guarda a quelli costruiti negli ultimi anni ed un esempio lo si può osservare in viale Finzi a Modena, non si può che rimanere delusi, anche arrabbiati, nel constatare l’apparente visibile mancato rispetto del termine “qualità”.
Altro aspetto della qualità dovrebbe essere la posizione dunque il luogo dove questi edifici etichettati PINQUA dovranno essere costruiti. I 30 alloggi ERS nell’area ex Consorzio Agrario, avranno ad Est l’edificio R-Nord con la sua bruttezza e il suo movimentato vivere di esercizi e di attività normali e consentite e i relativi clienti, fra esse un supermercato alimentare e tutto il suo parcheggio.
È questo il significato che intendono attribuire alla qualità dell’abitare coloro che hanno scelto di infilare i suddetti alloggi in mezzo al succitato moderno caravanserraglio? No, non può essere. L’unico motivo di conforto per noi semplici cittadini potrebbe essere quello di sapere che, tale scelta, possa essere attribuita ad un involontario errore, ovverosia ad una nostra errata informazione sulla destinazione nelle sue varie parti dell’area ex Consorzio Agrario e dintorni.
Si, un alloggio è un grande bene per chi ne è privo, ma poi c’è la vita delle persone. Un valore la vita che meriterebbe maggiore rispetto, ben più importante di tot metri quadri di cemento e, se serena e salutare almeno, potenzialmente generante altri valori.
Alessandro M.G. Faletti - Pro Rione Sacca
Nella foto, alcuni particolari delle finestre di alloggi popolari realizzati recentemente in zona Sacca



