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Dossier inceneritore parte 5: il peso delle Pm10 che escono dal camino

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Chi ha voluto e autorizzato il raddoppio ha corrispondentemente autorizzato anche questo aumento delle emissioni inquinanti.   Peggiorando la qualità dell’aria.  Andando in pesante contraddizione con quanto chiesto dai medesimi ai cittadini per diminuire le emissioni inquinanti: ovvero targhe alterne, limiti al riscaldamento, uso dei mezzi pubblici...


Dossier inceneritore parte 5: il peso delle Pm10 che escono dal camino

Il Comitato Modena Salute e Ambiente, uno dei protagonisti della opposizione al raddoppio dell’inceneritore, ha realizzato per la Pressa un dossier dettagliato che fotografa attraverso le cifre diffuse dal gestore stesso (Hera) la situazione dell’impianto modenese che brucia ogni anno oltre 200mila tonnellate di rifiuti. Un quadro che contribuisce al dibattito sul tema-rifiuti, sulle sue ricadute ambientali ed economiche, e che racconta di come Modena sia diventata negli anni uno dei poli dell’incenerimento in Italia.

Pubblicheremo il dossier in più puntate, il mercoledì e il venerdì.

Dopo aver fatto il quadro della storia dell’impianto, sullo stato attuale dell'inceneritore e su le promesse non mantenute, pubblichiamo una analisi sulle emissioni inquinanti.

Si tratta, come già detto, un resoconto effettuato da una delle parti in causa (anche se i dati sono diffusi direttamente da Hera e quindi non smentibili), ovviamente qualora Hera o altri soggetti interessati volessero replicare, La Pressa ospiterà ogni intervento. 

Sciogliamo un equivoco generale che talvolta passa nei dibattiti:  Emissioni a norma di legge = Innocue per la Salute.  No, no e ancora no!  

Emettere inquinanti in aria a norma di legge, o anche di meno, (come nel caso di Modena) non significa che siano innocui per la salute. Il rispetto rappresenta un obbligo di legge ma da solo non basta a garantire la non nocività. Intervengono altri fattori come la bio-accumulazione, la dispersione, effetto somma... In pratica la nostra salute è affidata all’aria che tira. Per capirci se emettiamo inquinanti, anche a norma di legge ( auto, riscaldamenti, inceneritori...) in un ambiente chiuso senza ricambio di aria con persone dentro, dopo un certo tempo qualcosa di non bello succede.

Chi ha voluto e autorizzato il raddoppio ha corrispondentemente autorizzato anche questo aumento delle emissioni inquinanti.   Peggiorando la qualità dell’aria.  Andando in pesante contraddizione con quanto chiesto dai medesimi ai cittadini per diminuire le emissioni inquinanti: ovvero targhe alterne, limiti al riscaldamento, uso dei mezzi pubblici... Intendiamoci, tutto doveroso e da fare assolutamente. Al di là del dato quantitativo, quello che interessa è la questione di principio:  tu chiedi ai cittadini impegni sulla qualità dell’aria che poi non ritroviamo negli atti che coinvolgono le tue attività.  Coerenza zero.                    

Le cartine sottostanti sono del Sia del 2003 a cura di Meta, da notare all’ epoca ancora tutto modenese.

Questi sono gli N02 prima e dopo, quelli del dieselgate, di cui abbiamo già scritto. Nota  Tecnica: Da notare la limitatezza della cartina di Meta, appena 4x4 km, quando Hera stessa le produrrà di circa 15x15km di lato, vedi quella “gialla” pubblicata. Per cui non si sa dove finiscono le ricadute, forse un tentativo di coinvolgere il territorio del solo Comune di Modena.

 

 

A puro titolo dimostrativo abbiamo pubblicato in alto una cartina Meta nella corrsipondente Hera, per rendere meglio l’idea, sempre gli stessi NO2.

 

Questo grafico del 2006 di parte di Arpa ci mostra l’impatto degli NOx comparati con le altre fonti emissive prima e dopo il raddoppio. La (ovvia) previsione è quella di un raddoppio del peso percentuale, superando industrie e riscaldamento civile.   Quello che ci preme evidenziare, come in premessa, è il fatto che i “raddoppiatori” hanno autorizzato/accettato tale peggioramento, contraddicendo e in parte vanificando le buone pratiche ambientali chieste ai cittadini pur di raddoppiare.  Non andrà così, si tratta di una previsione,  la percentuale  definitiva sarà minore, grazie anche ai filtri SCR introdotti dopo,  ma una buona fetta di inquinamento comunque  rimane, vedi NOx-auto  equivalenti.

Questi sono le PM10 prima e dopo:

E sempre a proposito di PM10:

Questa è una diapositiva di Arpa del 2008 con un dato previsto di  PM10 di 1.800 kg anno (saranno 1437 kg nel 2015, ipotizzando le polveri totali come Pm10)  eci permette un confronto con le altre fonti emissive.  Facciamo alcune note:

  • A differenza delle altre fonti emissive citate (automobili su tutte), le PM10 dell’inceneritore non sono diffuse su tutto il territorio comunale, ma riguardano principalmente l’area a Nord della via Emilia, circa il 50% del territtorio comunale, per cui la quota percentuale nelle zone di ricaduta probabilmente radddoppia arrivando a 1.2% superando il “civile”. Per civile di solito si intendonoi riscaldamenti domestici.
  • Percentuale destinata ulteriormente ad aumentare considerando che l’area nord non ha grossi insediamenti urbani e/o assi stradali importanti, tipo autostrada, se comparata con la parte sud, tangenziale a parte.
  • Pm 10 secondarie: Le Pm10 dell ‘inceneritore indicate nella diapositiva sono le “Primarie”, cioè quelle prodotte direttamente dall’inceneritore e misurate dentro al camino di uscita.  Cui bisognerà aggiungere le Pm10 “Secondarie” , che grosso modo raddoppiano le  “Primarie”. PM (Particulate Matter) è il termine generico con il quale si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Il PM può avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini, ecc.) sia da attività antropiche, in particolar modo dai processi di combustione e dal traffico veicolare (particolato primario). Esiste, inoltre, un particolato di origine secondaria che si genera in atmosfera per reazione di altri inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2), l’ammoniaca (NH3) ed i Composti Organici Volatili (COV), per formare solfati, nitrati e sali di ammonio. Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi. A livello di effetti indiretti inoltre il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici ed alcuni elementi in tracce (As, Cd, Ni, Pb)”. (fonte Arpav, Arpa Veneto).
  • Indicativamente con questi valori,spegnere l’inceneritore significherebbe togliere qualche giorno/anno di sforamento delle PM10 oltre i 50 ug/m3.
  • Per emettere 1437 kg/a di PM10 un’auto euro 6 deve percorrere circa 300.000.000 (trecento milioni) di Km/a. Oppure 30.000 auto 10.000 k/a.

Queste cartine mostrano la diffusione delle diossine prima e dopo il raddoppio. E’ evidente il loro previsto aumento. 

Comitato Modena Salute Ambiente


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