Sono storie di persone profonde, complesse, anche piene di contraddizioni e a volte di paure. Come lo sono le storie di ogni uomo e di ogni donna. Ma allo stesso tempo raccontano di esseri umani in buona fede che, senza alcun tornaconto, senza alcun premio, rinunciano alla propria comoda esistenza per un principio. Rinunciano al lavoro, alla carriera professionale e politica alla quale hanno dedicato tempo e fatica. Interi decenni. E lo fanno in modo pacifico, ostinato certo, ma senza violare alcuna legge.
Persone accomunate dalla volontà di dire no alla folle introduzione di un lasciapassare sanitario che - in pochi mesi - ha stravolto le regole della convivenza civile, escludendo dai principali diritti sociali persone senza alcuna colpa, minorenni inconsapevoli, vaccinati, non vaccinati e guariti dal virus. Perchè il dato sanitario, farmacologico, qui non c'entra nulla. Qui il tema è sociale: all'emergenza sanitaria che esiste e che nessuno nega, oggi si è aggiunta una emergenza diversa, staccata da essa, e che richiama gli esordi delle pagine più buie della storia.
Li chiamano 'no vax' con una etichetta tanto facile e dozzinale quanto falsa. Perchè un uomo è prima di tutto un uomo, una donna è prima di tutto una donna e solo dopo vengono le sue scelte sanitarie, religiose, politiche o sessuali. Sembra banale dirlo, ma oggi nell'Italia irriconoscibile 2022 è divenuto quasi rivoluzionario affermare l'ovvio. Ma non solo. Perchè spesso, peraltro, parliamo di persone che i vaccini sinora li hanno fatti tutti, a loro stessi, ai figli, persino ai gatti, ai cani e alle iguane domestiche.
Sono storie di solitudine e di sofferenza. Una sofferenza tanto più profonda quanto incompresa e derisa. Eppure, a ben vedere, si tratta di una solitudine apparente. Perchè dall'incubo della spaccatura sociale creata dal green pass, dall'orrore della creazione di un nemico, si può uscire solo grazie alle fiammelle leggere di chi, con sorda determinazione, anche in un mondo impazzito non ha rinunciato ad affermare se stesso per affermare il 'noi' in cui sinora si è riconosciuto. Con coerenza, nella consapevolezza che la propria solitudine momentanea non è che il tassello insostituibile del nuovo mosaico di luce che prima o poi apparirà agli occhi di tutti.
Giuseppe Leonelli

