A Modena il sindaco Giancarlo Muzzarelli, mai così assente dalla scena pubblica che lo aveva visto in prima fila anche poche settimane prima della pandemia durante la campagna elettorale di Bonaccini (e lo abbiamo detto), è stato però attivissimo nelle nascoste stanze del palazzo. Il sindaco più invisibile della provincia di Modena sul tema coronavirus, ha provveduto durante il lockdown, in piena autonomia, a mettere in fila una serie di pezzi del Sistema.
Nell'ordine a random, a tintinnio di sonagli:
- Promozione del fidato ex assessore Gabriele Giacobazzi alla vicepresidenza di Hera.
- Stangata Irpef da 1,8 milioni e varo di un bilancio completamente avulso dalla pandemia.
- Rinnovo dei contratti con i gestori delle Cra da 10,5 milioni. Solo per il 2021 785.000 euro in favore di Gulliver cooperativa sociale per i contratti di servizio relativi alla gestione delle cra Guicciardini (quella con 11 decessi per Covid) e Cialdini, 395.000 euro in favore di Consorzio Sociale Città di Modena Società Cooperativa Sociale, per il contratto di servizio della cra IX Gennaio, 120.000 euro in favore di Domus Assistenza società cooperativa sociale per il contratto di servizio della cra Ramazzini.
- Nomina di Giuliano Barbolini (ex sindaco di Modena) al consiglio generale di Emilia-Romagna Teatro Fondazione.
- Nomina di Francesco Ori (ex assessore provinciale) come amministratore unico della società consortile Formodena.
- Nomina nel cda della Fondazione
- Nomina di Roberto Guerzoni (attuale presidente ex deputato Ds e padre del capo di gabinetto di Muzzarelli Giulio Guerzoni) nell’Assemblea della Fondazione Mario del Monte.
- Privatizzazione di due nidi comunali senza nessun confronto coi sindacati.
E Bonaccini? Preso tra due fuochi: da un lato la presentazione del suo imperdibile libro su come battere le destre, dall'altro il massacrante sforzo di scovare casa per casa i malati di coronavirus, il presidente della Regione Emilia Romagna ha comunque provveduto a chiudere le caselle mancanti della sua squadra.
Ecco le nomine giunte in pieno lockdown:
- Confermati Andrea Orlando (costo del compenso 136.500 euro annui) come capo di Gabinetto del presidente, Giuseppe Pace (121.750 euro annui) come direttore dell'Agenzia di comunicazione e Paolo Rambaldi (56mila euro) come capo ufficio stampa.
- Staffetta per il ruolo di portavoce del presidente. Stefano Aurighi (73mila euro annui), è stato sostituito da Federico Del Prete (34.500 euro), per anni cronista politico del Resto del Carlino di Bologna. Aurighi è andato invece ad occupare il ruolo di dirigente nella segreteria dell'assessore alla Salute Donini.
- Ripescata l'ex assessore regionale Pd Paola Gazzolo con un ruolo di assistente nel gabinetto del presidente (33.500 euro). Senza dimenticare la clamorosa assunzione della ex consigliera grillina, convertitasi in campagna elettorale al Pd, Raffaella Sensoli.
E così, mentre i cittadini tremavano in casa per un virus oggi scomparso, tutto procedeva come sempre. Anzi un po' più velocemente di sempre. Perchè non sfruttare una situazione simile per il Sistema sarebbe stato quasi un delitto.
Giuseppe Leonelli



