ieri sera in tv l'onorevole Librandi (Italia viva) si è scagliato contro la Sanità della regione Lombardia e con i sanitari dell'ospedale di Codogno, colpevoli, a suo avviso, della diffusione del coronavirus per non aver impedito l'ingresso in pronto Soccorso del paziente uno. E a Modena che succede?
Venerdi 7 Febbraio alcuni cittadini vengono a conoscenza di un protocollo operativo del Policlinico di Modena che identifica nei locali del Pronto Soccorso di quell'ospedale come il luogo più idoneo per confinare i sospetti casi di coronavirus e denunciano pubblicamente l'assurdità e pericolosità di quel percorso.
Sabato 8 Febbraio interviene l'ufficio stampa della Azienda Ospedaliera Universitaria che straparla di notizie fuorvianti che possono generare allarme,contro l'interesse dei cittadini, ma si guarda bene dallo smentire il protocollo.
Domenica 9 Febbraio la dottoressa Anna Borrelli ribadisce la correttezza delle sue informazioni e invita l'AUO a confrontarsi. L'Aou non risponde.
Mercoledi 12 Febbraio in qualità di ex direttore del PS del Policlinico critico fortemente il protocollo e ricordo che ai tempi della SARS avevo precluso ai casi sospetti l'accesso al PS.
Giovedi 20 viene pubblicata sulla stampa una mia lettera in cui ribadisco l'assurdità del protocollo; mi viene risposto che considerata la fragilità del territorio è bene che i sospetti siano trattenuti all'interno del PS.
Lunedi 21 Febbraio dopo il caso di Codogno la Regione fa proprie le indicazioni della Lombardia e blinda i Pronto Soccorso.
Lunedi 24 Febbraio chiedo pubblicamente i nomi dei professionisti che hanno imposto a medici ed infermieri un percorso palesemente sbagliato affinchè questi errori non si ripetino.
Per 5 giorni nessuna risposta.
Domenica 1 Marzo compaiono su tutti i media locali e televisioni nazionali professionisti del Policlinico per vantarsi di essere fra i primi in Italia ad aver chiuso per i casi sospetti l'accesso al PS; sono gli stessi che hanno controfirmato e difeso il protocollo da noi contestato.
Martedì 3 Marzo, ciliegina sulla torta: il Direttore generale dell'ASL diffonde un comunicato che invita caldamente i professionisti di “astenersi completamente dalla comunicazione via social o attraverso qualsiasi altro mezzo per tematiche inerenti l'epidemia. Qualunque comunicazione che non corrsponda a verità...sara'oggetto di provvedimenti formali da parte dell'Azienda”.
Bravi, e chi controlla il controllore? Io Direttore, come medico rispondo solo alla mia Deontologia professionale che salvaguarda i pazienti, e tu certamente alla tua che è quella di informare correttamente i lettori. Pensa un po' se avessimo dato le stesse notizie (vere) e fossimo dipendenti Ausl.
PS.
Daniele Giovanardi - ex primario Pronto soccorso di Modena


