Curatola dice - giustamente che - 'il Codice Deontologico dei medici vieta qualsiasi comportamento che leghi la cura a vantaggi economici indebiti', aggiunge che 'è evidente che l’obiettivo dell’intesa è valorizzare il loro lavoro nell’ottica dei criteri di appropriatezza, sicurezza e corretto utilizzo delle risorse' e invita a non 'alimentare un clima di sospetto, diffondendo informazioni scorrette'. Per Curatola è dunque 'sbagliato proporre l’idea di un accordo che possa spingere i medici a “prescrivere meno” per ottenere incentivi economici'.
Tutto bene. Il problema è che la delibera del 28 ottobre, firmata dal direttore generale Ausl di Modena Mattia Altini e dal segretario provinciale Fimmg Dante Cintori, dice esattamente questo. Non si tratta di informazione 'scorrette': in quel documento vi è scritto che 'a ciascun medico sono attribuiti obiettivi annuali valutati in relazione alla mediana provinciale corretta del 25%, delle prestazioni prenotate nel 2024, per tutte le priorità di accesso. Se l’obiettivo è raggiunto, è prevista una quota di reinvestimento di 1,20 euro per assistito all'anno, cui si somma la quota di 0,3 euro per assistito all'anno per l’aderenza alle indicazioni cliniche contenute nel “Catalogo delle Urgenze” in coerenza con le indicazioni di appropriatezza prescrittiva regionali'. Non ci sono molti dubbi.
Ora, poichè le cose stanno in questo modo e poichè quella delibera ad oggi è in vigore, non si capisce come Curatola possa contemporaneamente difendere la delibera e affermare che è 'sbagliata l'idea che i medici sono spinti a prescrivere meno per ottenere incentivi'. Se è sbagliato questo principio (e lo è) allora la delibera andava bocciata, cosa che in effetti hanno fatto due sindacati su tre (Snami e Smi). E invece chi ha firmato l'intesa?
Ora a completare il cortocircuito, la frase finale di Curatola stesso: 'l’Ordine dei Medici di Modena seguirà con grande attenzione il percorso garantendo, come sempre, la necessaria terzietà e chiedendo aggiornamenti periodici sia ai sindacati della medicina generale sia alla direzione aziendale'. Insomma, il presidente dell'Ordine che invoca la terzietà chiedendo aggiornamenti al sindacato di cui è membro nazionale. Perfetto.
Giuseppe Leonelli

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