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Prima vera apertura ambientalista di Muzzarelli, minoranze spiazzate

Prima vera apertura ambientalista di Muzzarelli, minoranze spiazzate

Il sindaco punta al bis nel 2019. Dopo la mossa spot di accogliere la leader di Legambiente Filippi in giunta, per la prima volta vara una misura davvero green


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Se all'annuncio di ieri seguiranno i fatti bisogna dare atto al sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli di aver davvero cambiato modello ancor prima che politico, psicologico. Se davvero l'Avviso pubblico per selezionare ciò che si può cancellare tagliando il consumo di suolo sarà portato avanti, allora bisogna registrare la prima vera svolta green dell'amministrazione. Amministrazione non Pd (che ormai di fatto, anche a Modena, è una scatola vuota) ma Muzzarelli. Muzzarelli, il politico che ha sempre pensato (legittimamente si intende) allo sviluppo economico in chiave cementificatrice (costruttori e cavatori gli sono sempre stati vicini) come Daniele Sitta, più di Sitta, ha cambiato davvero mentalità. E lo ha fatto proprio sulla urbanistica.

Non è la mossa-spot e strumentale di accogliere in giunta l'ex leader di Legambiente (da sempre sistemica rispetto al Pd) Alessandra Filippi, non è neppure uno dei tanti annunci di saldo zero (compromesso verbale per evitare il saldo zero) e non è neppure il modello Bonaccini che con la sua legge regionale (fintamente green) in realtà poco vietava ai costruttori (che infatti erano felici di quella legge) e lasciava ampio spazio alle amministrazioni locali. Stavolta la giunta Muzzarelli ha dimostrato di avere davvero il tavolo sgombero.
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Di tagliare sulle case possibili (non Vaciglio che ormai è fatta) e di indispettire i mondi di riferimento. E un po' sorprende. Sorprende ma va registrato. Del resto ha sorpreso anche i costruttori (finanche quelli 'amici' delle coop con cui Muzzarelli 'condivide valori e ideali' per citare le sue parole) che da Ance a Aniem a Cna, da Lapam a Legacoop a Confcooperative non hanno digerito la decisione, e ha sopreso le minoranze costrette a votare contro per motivazioni opposte, a dimostrazione che la scelta stavolta è giusta (per Forza Italia con Adolfo Morandi si ingessa la città e per i 5 Stelle, talmente frastornati da arrivare addirittura ad appoggiare i costruttori, è solo uno slogan che riempirà di cartelle piene di cemento la prossima giunta). 

Muzzarelli ha sorpreso tutti con una intelligenza politica che va fotografata e che, indubbiamente, testimonia la volontà di ricandidarsi nel 2019. La voglia di provarci nonostante il vento contrario, nonostante lo scatafascio Pd, rischiando di essere il primo candidato di centrosinistra a perdere Modena. E allora se così Muzzarelli ha deciso, tanto di cappello. Le opposizioni imparino, almeno nel metodo.

Giuseppe Leonelli
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