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Il San Filippo Neri e la storia di Al Capone

Il San Filippo Neri e la storia di Al Capone

Più si dilateranno i tempi delle mancate 'risposte' più i problemi nella gestione dei bilanci prenderanno il sopravvento sulla qualità dei servizi offerti


4 minuti di lettura

Com'é giusto che accada, la polemica sulla 'confusa' gestione del San Filippo Neri non si placa. Anzi, se possibile, aumenta di giorno in giorno, arricchendosi di nuovi dettagli, non tutti considerevoli o encomiabili.

Trascorso il periodo feriale, quando le cronache dei media, anche per l'assenza dei loro giornalisti, più che altro hanno riportato le notizie degli incidenti, dei furti e poco più, questa ripresa pre-autunnale ricomincia a vedere pubblicate notizie sulle questioni più inerenti gli interessi generali dell'intera collettività. Così riprendiamo a leggere dell'edificazione selvaggia di Vaciglio, del previsto 'fallimento' della Fondazione Arti Visive, diretta dall'introvabile Baldon, assente da Modena anche a livello di fantasma, delle promesse ai chioscai del Parco della Rimembranza, dell'avvio dei cantieri del Polo Culturale e dell'ex-Amcm.,,   Immagino che per un pó non ne leggeremo di quelle che riguardano l'avvio del cantiere per la bretella Modena-Sassuolo, anche se per arrivare a questo risultato é stata necessaria la provata constatazione che le autostrade 'servono' più a chi le gestisce che non a chi le utilizza, viaggiandoci sopra.

Riprendiamo a leggere, con rinnovata insistenza, anche del San Filippo Neri e stiamo assistendo ad una polemica che, per così dire, per come i media ne riferiscono, sta vivendo almeno di

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due aspetti.

Da un lato vi é chi, come ha fatto anche l'ex-presidente Tesauro, affronta la questione riferendo dei dubbi e delle perplessità sul 'come e perché' un Ente che é finalizzato a produrre, gestire ed erogare servizi alla promozione educativa delle nuove generazioni si sia trasformato invece in ciò che appare in tutta evidenza più come una 'finanziaria' che altro, intrigata all'interno di un quadro relazionale ed economico che presenta molte anomalie... anche logiche.

Da un'altra, ed anche di questo ha riferito Tesauro, vi é chi a queste perplessità si é sentito di aggiungere quelle inerenti i condizionamenti che quella trasformazione ha avuto (se li ha avuti) sulla qualità dei servizi che l'Ente continua a gestire, di cui la comunità residenziale che accoglie dei minori stranieri è la più impegnativa.

Nei giorni scorsi, alcuni media hanno reso pubblico un intervento delle forze dell'ordine per sedare una rissa fra alcuni ospiti di quella comunità. Un intervento, quest'ultimo, che ha evidenziato, fra altro, la complessità e la particolarità di una tipologia d'intervento (quello dell'accoglienza a minori stranieri) che necessita di specifiche cure ed attenzioni e che certamente non può risolversi nella semplice erogazione dei servizi assistenziali di base.

Con lo scrivere questo, sia chiaro, non mi sento legittimato a sostenere che questa consapevolezza sia mancata in chi ha gestito quella comunità bensì lamento il fatto che nessuno dei responsabili abbia avvertito il dovere di informare, tranquillizzando chi ha posto la domanda, che tale consapevolezza si é concretizzata, come ció é accaduto e se le modalità organizzative, che però Tesauro ha messo quantomeno in dubbio, si sono attenute alla necessaria accuratezza.

Negli stessi giorni, altrettanti media hanno pubblicato le ripetute richieste di chiarimento circa la complessa rete dei rapporti economici che hanno 'legato' fra loro la Fondazione, l'Associazione, la Coop. Girasole, l'Università, l'ASP Minori, la Camera di Commercio, il Consorzio dell'Aceto Balsamico, il Comune, l'Ostello... A quanto é dato sapere, riferito da più voci, si tratta di un complesso reticolo relazionale del quale, almeno a chi si occupa di assistenza ed educazione, sfuggono le ragioni e spesso anche le logiche gestionali. Ad esempio, per quanto concerne gli importi degli affitti dei locali che la Fondazione ha messo a disposizione di 'altri', sfuggono totalmente le ragioni delle tante differenze esistenti, decisamente non perequate fra loro.

La situazione rimane molto complicata, La nuova Presidente e l'inserimento della nuova figura del Revisore dei conti potranno

permettere di contare sulla loro intenzione di accogliere ed accontentare le richieste di quella parte della Società civile ha ripetutamente richiesto di essere informata del funzionamento di quelle attività di cui si accolla i costi... e che, pertanto, é suo diritto conoscere.

Per quanto mi riguarda, non mi stanco di ripetere che l'aspetto che mi interessa e mi sta a cuore di questa amara vicenda, è quello che ha a che fare con lo specifico dei compiti statutari della Fondazione San Filippo Neri, cioè di quanto ha a che fare con gli interventi ad essa affidati nei confronti della popolazione giovanile. Confesso che gli aspetti 'discussi' degli arzigogoli economici mi attraggono assai di meno e, per quanto ci provi, non riesco ad affascinarmene. Pur intuendone la significativa rilevanza e comprendendo e condividendo che tali elementi siano messi in luce.

In ogni caso, più si dilateranno i tempi delle mancate 'risposte' (mentre mi augurerei che giungessero quanto prima) in tema di attività dell'Ente, più sarò costretto ad accettare che, anziché nel merito della qualità dei servizi erogati, la Fondazione potrà essere chiamata a rendere i conti sugli aspetti della 'confusa gestione' dei bilanci e delle risorse. E penso anche che quest'ultimi prenderanno il sopravvento sugli altri.

E potrà accadere, cosi come, ovviamente con le doverose proporzioni, accadde al noto mafioso Al Capone, che fu condannato per la sua evasione fiscale e non per i tanti delitti commessi.

Giovanni Finali

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