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Aimag, Pd allo sbando: pur di abbracciare Hera umilia anche i propri sindaci

Aimag, Pd allo sbando: pur di abbracciare Hera umilia anche i propri sindaci

Li ha zittiti, li ha trattati come ragazzini viziati, ha mostrato loro il pugno duro che di solito è abituato a mostrare alle cosiddette 'destre'


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L'affare Aimag, con la nomina del nuovo Cda che spalanca le porte ad Hera, rappresenta forse il definitivo punto di rottura tra il Partito Democratico che governa il territorio modenese e i cittadini che è chiamato a rappresentare. Infatti, forzando a maggioranza la svolta verso la multiutility, nominando un cda guidato da Paola Ruggiero (moglie del presidente di Confindustria Caiumi) e con il rappresentate Hera Baroncini, il Pd non solo ha decretato l'inizio della fine di Aimag come la si è intesa sinora, ma ha umiliato i propri stessi sindaci della Bassa. Li ha zittiti, li ha trattati come ragazzini viziati, ha mostrato loro il pugno duro che di solito il centrosinistra è abituato a mostrare alle opposizioni, alle cosiddette 'destre'. Il problema è che stavolta dall'altra parte della barricata non vi erano i 'fascisti', ma i propri 'compagni' stessi.

I primi cittadini di Carpi, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Soliera e Novi, hanno mostrato il lato vero del potere. Quello che non fa sconti. Archiviate le belle e vuote promosse legate all'ascolto del territorio e alla condivisione delle scelte, hanno imposto i loro nomi e hanno detto ai loro colleghi sindaci, ai loro stessi compagni di partito: o è così o quella è la porta.
Ed ecco allora che i sindaci della Bassa, quelli Pd insieme a quelli di centrodestra, hanno scelto la porta.
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A parte il primo cittadino di Concordia astenutosi alla luce della nomina gradita dell'ex leader Cna Alberto Papotti, i sindaci di centrosinistra di Medolla (peraltro presidente Ucman), San Prospero, Camposanto, San Possidonio, Cavezzo, insieme ai colleghi di centrodestra di Mirandola e San Felice l'hanno attraversata la porta e l'hanno pure sbattuta, mettendo sul piatto tutto. Finanche la stessa sopravvivenza dell'Unione comuni Area Nord.

A quel punto il Pd, invece di cercare di ricucire, ha deciso di rincarare la dose. Il segretario provinciale Roberto Solomita (nella foto col sindaco di Carpi Bellelli), parte in causa nella vicenda, è rimasto silente, così come aveva fatto alla vigilia del voto dicendo di non voler prendere posizione, e ha lasciato la parola alla sua vice, la formiginese Maria Costi. 'Il Pd ha a cuore prima di tutto l’interesse della comunità e dei cittadini, e saranno i fatti a dimostrare come chi cerca di speculare su ogni aspetto della vita pubblica o sia in malafede, o non riesca a capire quale sia il compito di una politica seria e adulta' - ha detto la Costi.
Come dire, cari colleghi sindaci Pd: o siete in malafede o non siete adulti... 
Una umiliazione che i primi cittadini della Bassa non digeriranno facilmente. E con loro, certamente, nemmeno i cittadini i quali, prima o poi, al voto dovranno pur tornare.
Giuseppe Leonelli
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