I primi cittadini di Carpi, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Soliera e Novi, hanno mostrato il lato vero del potere. Quello che non fa sconti. Archiviate le belle e vuote promosse legate all'ascolto del territorio e alla condivisione delle scelte, hanno imposto i loro nomi e hanno detto ai loro colleghi sindaci, ai loro stessi compagni di partito: o è così o quella è la porta.
Ed ecco allora che i sindaci della Bassa, quelli Pd insieme a quelli di centrodestra, hanno scelto la porta. A parte il primo cittadino di Concordia astenutosi alla luce della nomina gradita dell'ex leader Cna Alberto Papotti, i sindaci di centrosinistra di Medolla (peraltro presidente Ucman), San Prospero, Camposanto, San Possidonio, Cavezzo, insieme ai colleghi di centrodestra di Mirandola e San Felice l'hanno attraversata la porta e l'hanno pure sbattuta, mettendo sul piatto tutto. Finanche la stessa sopravvivenza dell'Unione comuni Area Nord.
A quel punto il Pd, invece di cercare di ricucire, ha deciso di rincarare la dose. Il segretario provinciale Roberto Solomita (nella foto col sindaco di Carpi Bellelli), parte in causa nella vicenda, è rimasto silente, così come aveva fatto alla vigilia del voto dicendo di non voler prendere posizione, e ha lasciato la parola alla sua vice, la formiginese Maria Costi. 'Il Pd ha a cuore prima di tutto l’interesse della comunità e dei cittadini, e saranno i fatti a dimostrare come chi cerca di speculare su ogni aspetto della vita pubblica o sia in malafede, o non riesca a capire quale sia il compito di una politica seria e adulta' - ha detto la Costi.
Una umiliazione che i primi cittadini della Bassa non digeriranno facilmente. E con loro, certamente, nemmeno i cittadini i quali, prima o poi, al voto dovranno pur tornare.
Giuseppe Leonelli

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