Eccolo allora l'alfabeto del 2024 de La Pressa.
A come Alluvioni. Tra il 19 e 20 ottobre l'alluvione colpisce il bolognese creando gravi danni anche a Castelfranco e in alcune zone della città. Il fiume d'acqua che invade le strade provoca una vittima. A Botteghino di Zocca di Pianoro perde la vita un ragazzo 20enne, Simone Farinelli.
B come Baby gang. Il problema delle baby gang che frequentano il centro della città esplode in tutta la sua gravità. I genitori sono allarmati, la zona della stazione delle corriere è invivibile. A un incontro pubblico il sindaco Mezzetti perde la pazienza e se la prende con i genitori stessi.
C come Coop Alleanza 3.0. Rivoluzione alla guida del colosso cooperativo. Cifiello lascia improvvisamente la presidenza e al suo posto arriva lo specialista dei 'casi impossibili' Domenico Livio Trombone.
D come Diritti. Il 25 maggio, alla vigilia delle elezioni, Modena ospita il Gay pride. Il corteo da circa 6000 persone che sfila lungo le strade del centro vede in testa il sindaco Muzzarelli, gli assessori Bortolamasi, Filippi e Bosi, Vaccari e Sabattini del Pd.
E come Esselunga. Dopo 30 anni di attesa e una lite infinita con amministrazione comunale e Coop, sbarca nel cuore di Modena, all'ex Consorzio, un grande punto vendita Esselunga. I lavori del cantiere sono ormai conclusi, inaugurazione prevista a gennaio 2025.
F come Femminicidi. La piaga delle violenze contro le donne segna in modo sempre più vistoso anche la provincia di Modena. Il 10 giugno 2024 Anna Sviridenko di 40 anni, italiana di origine russa, medico specializzanda in radiologia presso Unimore, viene uccisa dal marito. Il cadavere viene portato ai carabinieri in un furgone.
G come Gabriele Giacobazzi. Il 3 marzo muore a 74 anni Gabriele Giacobazzi. Ex assessore sia con Pighi che con Muzzarelli, Giacobazzi è stato presidente dell'Ordine degli ingegneri e vicepresidente in carica di Hera.
H come Hera. Hera chiude un altro anno con un bilancio record. Per il Comune di Modena il dividendo corrisponde a 13,5 milioni di euro.
I come inceneritore. L'inceneritore di Modena, nonostante la (costosa) promessa di Mezzetti di rivoluzionare la raccolta dei rifiuti, continua a bruciare 240mila tonnellate di immondizia all'anno, a fronte di una produzione di rifiuti indifferenziati pari a circa la metà.
L come lavoro. Anche in provincia di Modena la sicurezza sul lavoro resta una chimera. In un anno si contano 10 morti sul lavoro e 12.182 infortuni denunciati. E intanto si registrano importanti crisi aziendali: dalla vertenza ex Bellco a Mirandola al declino Stellantis-Maserati.
M come Muzzarelli. Nonostante non sia più lui il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli resta il protagonista assoluto della vita politica cittadina. Uscito vincitore dal braccio di ferro col sindaco Mezzetti e dopo aver ottenuto il record di preferenze alle Regionali diventa anche presidente della Commissione Sanità in Regione.
N come Negrini. Il leader regionale Fdi Barcaiuolo impone al centrodestra la candidatura a sindaco di Luca Negrini costringendo Forza Italia a rinunciare al nome dell'esperto Piergiulio Giacobazzi. Finirà molto male: Luca Negrini si ferma al 28%. Stesso disastro politico a Carpi, dove il candidato di Fdi Annalisa Arletti si ferma al 32%.
O come Ospitalità.
P come Pavarotti. Il Comune di Modena clamorosamente annulla le celebrazioni modenesi in ricordo di Pavarotti. 'Ero a conoscenza della determinazione di Nicoletta Mantovani di 'emigrare' quest'anno a Comacchio perché me l'aveva anticipata come decisione già presa' - dirà Mezzetti.
Q come qualità dell'aria. Qualità dell'aria da incubo a Modena. Da inizio 2024 sono quattro le centraline dell'Emilia-Romagna che hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento della concentrazione di Pm10 in un anno: Modena (51 giorni), Carpi (37 giorni), Ferrara (36 giorni), Piacenza (38 giorni) e Rimini (39 giorni).
R come Regionali. Il 17 e 18 novembre si tengono le elezioni Regionali in Emilia Romagna. Stravince il centrosinistra del candidato presidente Michele De Pascale. Per Modena entrano quattro consiglieri Pd (Giancarlo Muzzarelli, Maria Costi, Luca Sabattini e Ludovica Ferrari), un consigliere Avs (Paolo Trande), uno della lista civica di De Pascale (Vincenzo Paldino) e due di Fratelli d'Italia (Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò).
S come Sindaco. Massimo Mezzetti stravince le elezioni e diventa il nuovo sindaco di Modena col 63% dei consensi. Un sindaco bolognese che crea intorno a sè una squadra di non modenesi: dal capo ufficio stampa al portavoce, passando per il direttore generale.
T come Trasporto pubblico. Continua implacabile la crisi di Seta. Il sindaco Mezzetti chiede all'azienda un piano di rilancio, ma nulla cambia e il presidente Cirelli resta al suo posto (il figlio peraltro è assunto nello stesso staff di Mezzetti). Intanto a livello regionale il neo presidente De Pascale spinge per la fusione in Tper.
U come Ugolini. Elena Ugolini, candidata del centrodestra alle elezioni regionali, perde malissimo la sfida contro Michele De Pascale. La candidata esponente di Comunione e Liberazione si ferma al 40% dei consensi. Nonostante la debacle, ingaggia un braccio di ferro con Marco Mastacchi per il ruolo di capogruppo della lista Rete Civica.
V come Vita. Si accende il dibattito sulle manifestazioni pro vita davanti al Policlinico di Modena. Le donne Pd chiedono addirittura l'intervento del prefetto per vietarle, intanto i movimenti pro-life continuano la loro preghiera silenziosa.
Z come consumo Zero di suolo. Si ripete come sempre la promessa di non usare terreno vergine per le nuove costruzioni. Ma sull'urbanistica a Modena si assiste soprattutto allo scontro politico tra Muzzarelli e Mezzetti: Mezzetti cancella i 19 progetti presentati dal bando voluto dal suo predecessore.
Giuseppe Leonelli


