Eccolo, allora, l'alfabeto del 2024 de La Pressa.
A come Amo. Ad aprile 2025 deflagra lo scandalo Amo. L'Agenzia della mobilità del Comune di Modena ha fatto registrare un ammanco da 515mila euro. Nel mirino finisce una ex dipendente, ma dopo una lunga resistenza anche l'amministratore unico Stefano Reggianini, divenuto frattanto segretario provinciale del Pd di Modena, è costretto a dare le dimissioni.
B come Francesco Benozzo e Michelina Borsari. Muore improvvisamente il 22 marzo a 56 anni Francesco Benozzo. Professore di Filologia e linguistica all’Università di Bologna, direttore di tre riviste scientifiche internazionali e di numerosi gruppi di ricerca interuniversitari, coordinava il dottorato in Studi letterari e culturali. Per molti era un simbolo di libertà e anarchia. Il 21 agosto si spegne a 74 anni Michelina Borsari, punto di riferimento e di ispirazione del festivalfilosofia, di cui ha curato la progettazione originaria, per poi dirigerlo dal 2001 al 2016.
C come Campogalliano-Sassuolo. Continua senza sosta il surreale dibattito sulla Bretella Campogalliano-Sassuolo. L'opera della quale si discute da decenni è ancora al palo e il sindaco Mezzetti ne chiede la revisione.
D come Dig. Al Festival del giornalismo investigativo di Modena di settembre sono andati 100mila euro dal Comune di Modena e 50mila euro dalla Regione Emilia Romagna. 150mila euro di soldi pubblici. Il nostro giornale dà conto dei finanziamenti e in conferenza stampa il direttore di Dig, Alberto Nerazzini, replica piccato.
E come Emilia Romagna. Sulla gestione delle liste d'attesa in Emilia Romagna scatta a novembre l'esposto ai Nas. L’annuncio viene dato dal consigliere regionale Pietro Vignali che si è recato presso la sede dei Nas di Parma per depositare la denuncia riguardante la critica situazione delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie.
F come Fondazione di Modena. A ottobre emerge un ammanco da oltre 850mila euro. Per la Finanza si tratta di utilizzo illecito di ingenti somme di denaro che, da alcuni rapporti bancari intestati alla stessa Fondazione, sarebbero state riversate su conti di gioco di un dipendente.
G come giornali.
H come Hera. I Comuni soci di Aimag (a parte Cavezzo e San Prospero) approvano il piano che consegna ad Hera il controllo esclusivo di Aimag. L'operazione però viene clamorosamente bocciata a settembre dalla Corte dei Conti.
I come inceneritore. Dai dati Arpae dei primi cinque mesi dell'anno sono 93.000 le tonnellate conferite nell'inceneritore di via Cavazza, in aumento. Il calo dei rifiuti da Modena con il porta a porta non incide sulla quantità totale incenerita e sulle emissioni inquinanti. In un anno sono oltre 240mila le tonnellate bruciate dal camino modenese targato Hera.
L come ladri. Modena e la sua provincia si confermano una delle città più insicure, soprattutto per quanto riguarda i furti in abitazione classificandosi al 95esimo posto su tra le province italiane. I ladri agiscono a ogni ora del giorno e della notte e capita che la stessa abitazione venga svaligiata più volte nel giro di poche settimane.
M come Medici. L'Ausl di Modena con una delibera del 28 ottobre stanzia un incentivo di 1,2 euro ad assistito all'anno per i medici di base che prescriveranno un numero di esami specialistici che non superi del 25% in più o in meno quelli prenotati nel 2024. In pratica i medici di base ricevono più soldi se prescrivono meno esami.
N come Punti nascita. Il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale a marzo ufficializza che non verranno mai riaperti i punti nascita di Mirandola e Pavullo. Parole che smentiscono le promesse fatte da Bonaccini e pronunciate davanti al presidente della Provincia e sindaco di Palagano Fabio Braglia.
O come opposizione. Nelle scelte politiche modenesi la grande assente continua ad essere l'opposizione a traino Fdi. Il civismo del nuovo comitato 'Modena merita di più' di Mattia Meschieri mobilita le piazze in maniera ben più evidente rispetto a quanto fatto dai meloniani, a memoria non si ricordano eventi pubblici targati Fdi, escludendo le autoreferenziali adunanze all'Rmh hotel.
P come Pro-Pal. Durante il corteo guidato il 3 ottobre dalla Cgil di Daniele Dieci a sostegno della Palestina, i manifestanti decidono di bloccare la tangenziale. Un atto palesemente illegale, ma che non suscita alcuna presa di distanza da parte delle istituzioni.
Q come qualità della vita. Modena guadagna sei posizioni in un anno nella classifica di Italia Oggi sulla qualità della vita. Ora è undicesima. Dal punto di vista dei singoli temi Modena è undicesima sul fronte ambientale, nona dal punto di vista della istruzione, 28esima per il lavoro, 13esima per popolazione, 14esima per reddito, 59esima per salute, 24esima per sicurezza, 81esima per turismo.
R come rifiuti. Come promesso in campagna elettorale a ottobre tornano a Modena i cassonetti per la raccolta di carta e plastica che sostituiscono i conferimenti in sacchi gialli e blu per il conferimento di plastica e carta porta a porta.
S come Seta. Svolta nella gestione delle partecipate a Modena. La stangata arriva dalla Corte dei Conti del presidente della sezione di Controllo Marcovalerio Pozzato che, con una delibera del 18 dicembre impone la necessità del controllo pubblico su Seta.
T come Stefano Totaro. Il 15 ottobre muore a 63 anni Stefano Totaro. Forse l'ultimo dei neristi modenesi, capace di unire l'accuratezza della scrittura, la scrupolosità nella raccolta della notizia, la tutela delle fonti. Una perdita grave per il giornalismo e la società modenese.
U come urbanistica. Sull'urbanistica si consuma una delle battaglie più importanti della atavica 'guerra' tra il Pd modenese e il sindaco Mezzetti. Il 2 dicembre passa un emendamento al Pug a firma Pd-Avs che mette in discussione l'intero impianto sulla rigenerazione urbana pensato dalla giunta.
V come Franco Vaccari. Il 12 dicembre muore a 89 anni il grande fotografo modenese Franco Vaccari. Indimenticabile la sua mostra alla Biennale di Venezia del 1972 con 'Esposizione in tempo reale n°4. Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio'.
Z come Zone Rosse. Con una ordinanza di fine ottobre il prefetto Fabrizia Triolo individua nel Comune di Modena le cosiddette zone rosse, ovvero 'aree insistenti presso il centro urbano particolarmente connotate da condizioni di degrado e interessate dalla possibile presenza di soggetti che possono ostacolare il pieno godimento in sicurezza di ambiti cittadini caratterizzati dal persistente afflusso di persone'.


